20/06/12

E poi dicono che il romanticismo è morto

Sai – gli dico – stamattina è successa una cosa. Mentre camminavo, ho incrociato una mamma che cercava di fare addormentare un bimbo piccolissimo. Sono passata accanto a lei e mi sono accorta che stava cantando a mezza voce, mi è sembrata una melodia familiare, ma non ne ero sicura, e poi invece sì, all’improvviso ho riconosciuto la canzone, era Tougher Than The Rest. 

Sorrido. 

Mi guarda per un attimo, sta guidando, e aggiunge – sì, ho visto che l’hai scritto su facebook, e hai messo il video, no? 

Sì – rispondo io – quello dove lui fa gli occhi dolci a Patti, quando ancora erano ancora una coppia clandestina, e lui pure un adultero, se vogliamo. 

Vabbè – prosegue – secondo me se si tradisce, ma poi si resta con quella persona, vuol dire che era davvero destino, che era davvero amore e non si poteva evitare. 

Sorrido, lo guardo, lui mi guarda brevemente, sorride. 

E’ un po’ come… – ha un’esitazione, si ferma. 

E’ un po’ come noi, penso io, ricordando che quando ci siamo conosciuti lui aveva una fidanzata, e che anche se non c’è stato un tradimento ci sono stati un paio di appuntamenti nascosti, e un bacio. 

Dicevo – riprende lui – è un po’ come quando vieni eliminato dalla Champions, ma la squadra che ti ha eliminato poi è quella che la vince. Tipo il Napoli, no? Che è stato eliminato dal Chelsea. Poi però alla fine il Chelsea ha vinto, e quindi era destino. No? ... Che c’è amò? Perché mi guardi così?

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